La scena di questo mondo cambia
 
Mao Tse-tung
 
Taoismo e confucianesimo: Ricerca della via del cielo
‘CHE cento fiori sboccino; che cento scuole competano’. Questo detto, reso famoso da Mao Tse-tung della Repubblica Popolare della Cina in un suo discorso del 1956, parafrasava in effetti l’espressione usata dagli studiosi cinesi per descrivere l’epoca della storia cinese che andò dal V al III secolo a.E.V., chiamata periodo degli Stati combattenti. A quel tempo la potente dinastia Chou (ca. 1122-256 a.E.V.) era decaduta a un sistema di stati feudali diregati e perennemente in lotta tra loro, con grandi disagi per il popolo.
2 L’agitazione e le sofferenze provocate dalle guerre indebolirono seriamente l’autorità della classe dirigente tradizionale. Il popolo non si accontentava più di sottostare ai capricci e agli inganni dell’aristocrazia e di sopportare in silenzio le conseguenze. Il risultato fu che idee e aspirazioni a lungo soffocate sbocciarono d’un tratto come “cento fiori”. Svariate scuole di pensiero proposero le loro idee circa governo, legge, ordine sociale, comportamento ed etica e in campi quali agricoltura, musica e letteratura quali mezzi per riportare la vita a una certa normalità. Divennero note come le “cento scuole”. La maggior parte d’esse non produssero effetti durevoli. Due scuole comunque si distinsero al punto tale da influire sulla vita in Cina per oltre 2.000 anni. Si trattava di quelle che divennero poi famose col nome di taoismo e confucianesimo.
 
Golda Meir
 
Politica israeliana, Primo Ministro dal 1969 al 1974, nata a Kiev l'8 maggio 1898, morta a Gerusalemme l'8 dicembre 1978
Una delle fondatrici dello Stato di Israele. La Meir è stata una leader pragmatica e di grande carisma; figura che ha contribuito fortemente a dare un volto ad Israele nel mondo. Anche dopo le sue dimissioni ha mantenuto una grossa popolarità.
 Dopo essersi laureata, nel 1917, al Milwaukee Teachers College, sposa Morris Myerson. In questo momento è un attivista del movimento sionista. Nel 1921 insieme al marito si sposta in Palestina, con il preciso intento di creare una patria per gli ebrei. Negli anni seguenti lavora in numerosi movimenti sionisti, spostandosi spesso tra l'Europa, la Palestina e gli Stati Uniti. Occupa posizioni chiave sia all'interno della Agenzia ebraica, corpo ebraico centrale in Palestina, che all'interno dell'organizzazione mondiale sionista.
Nel 1945 divorzia dal marito. Nel 1948 la Myerson è tra i firmatari della Dichiarazione dello Stato di Israele. Nello stesso anno è ambasciatrice in Unione Sovietica. L'anno seguente, tornata in Israele, viene eletta membro del Parlamento [Knesset] e nominata Ministro del Lavoro.
Nel 1956 cambia il suo cognome nell'ebraico "Meir". Nominata Ministro degli Esteri. Viene eletta segretario generale del partito laburista nel 1966, carica che mantiene fino al 1968. Nel 1973 per la prima volta si manifesta la debolezza dell'esercito israeliano, nella guerra dello Yom Kippur: una guerra alla quale Israele non è preparato ed il cui attacco da parte dei vicini Egiziani e Siriani viene ricevuto con grande sorpresa. Israele viene sostenuto dall'intervento occidentale e ciò permette di evitare la sconfitta.
Alle elezioni del 1974 il partito laburista registra una forte battuta di arresto e la Meir non è in grado di formare un governo. Rassegna le dimissioni.
 
L’accresciuto ruolo della donna nei tempi moderni
Oggi le donne non solo votano, ma addirittura contendono agli uomini le cariche politiche. Israele ha avuto come primo ministro una donna, Golda Meir.
Non si può quindi negare che in anni recenti la situazione delle donne è enormemente cambiata. Forse avete visto o vissuto di persona questi cambiamenti. Ma è il caso di chiedersi: Tutti questi cambiamenti hanno avuto solo effetti positivi?
 
 
Francesco Ferdinando
 
 I re rivali nel XX secolo
“Al tempo fissato [il re del nord] tornerà”, predisse l’angelo, “e in effetti verrà contro il sud; ma l’ultima volta non sarà come la prima”. (Daniele 11:29) Il “tempo fissato” da Dio per porre fine alla dominazione dei gentili sulla terra giunse nel 1914 quando istituì il Regno celeste. Il 28 giugno di quell’anno, a Sarajevo, in Bosnia, l’arciduca d’Austria Francesco Ferdinando e sua moglie furono assassinati da un terrorista serbo. Quella fu la scintilla che fece scoppiare la prima guerra mondiale
 
Un tempo di prova (1914-1918)
Il 28 giugno 1914 l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono austro-ungarico, fu assassinato. Quello sparo scatenò la “grande guerra”, come fu chiamata in origine la prima guerra mondiale. Le ostilità iniziarono nell’agosto del 1914 quando la Germania invase il Belgio e la Francia. Entro l’autunno era già stato sparso molto sangue.
 
Il 1914: storia passata, o influisce su di voi?
L’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria e di sua moglie, Sophie, fece precipitare quegli eventi che hanno fatto del 1914 una svolta nella storia umana. E quegli eventi vi riguardano. Perché? Perché quella “valanga” fu la Grande Guerra del 1914-18. Da allora sotto forma di guerre e violenza la “valanga” si è andata sempre più ingrossando.
 
Hirohito
 
Funerale a un ex Dio
L’IMPERATORE HIROHITO era considerato una divinità vivente”, osservava al principio di quest’anno un periodico, il Japan Quarterly. Un’enciclopedia (Kodana Encyclopedia of Japan) lo mette al 124° posto nell’elenco dei discendenti umani della dea del sole Amaterasu o-mikami, definita la “principale divinità del pantheon scintoista”.
Perciò quando ai soldati giapponesi veniva chiesto di sacrificare la propria vita per questa “divinità vivente”, lo facevano con sorprendente zelo. Durante la seconda guerra mondiale nessuno ha combattuto con più accanimento dei devoti giapponesi che combattevano per il loro dio, l’imperatore. Tuttavia, sopraffatti da forze militari superiori di numero, i giapponesi persero la guerra. Il 1° gennaio 1946, meno di cinque mesi dopo, con uno storico editto Hirohito rinnegò davanti alla nazione la “falsa idea che l’Imperatore sia divino”. Disse che questa credenza era stata basata su “semplici leggende e miti”.
Si potrebbe dire che milioni di giapponesi abbiano offerto la loro vita sull’altare di questa divinità scintoista, per non parlare della vita di milioni di altri che sono stati offerti sullo stesso altare dagli eserciti imperiali. I credenti sono stati condotti nei meandri del militarismo nel nome del loro dio, solo per scoprire più tardi che dopo tutto non era un dio. L’Asahi Evening News infatti ha detto: “Milioni di giapponesi sono stati sacrificati per questa errata concezione”. Come reagirono i credenti quando nel 1946 il loro dio rinnegò le sue prerogative di divinità? Uno che aveva combattuto per l’imperatore disse di essersi sentito come “una barca che aveva perso il timone in alto mare”. Questa è stata la reazione generale. I superstiti della guerra “caddero improvvisamente in un vuoto abissale”, lamenta Sakon Sou, un poeta giapponese. Come hanno potuto riempire quel vuoto? “Ero stato completamente ingannato. Non avevo combattuto per Dio ma per un uomo comune”, dice Kiyoi Tamura. “Che mi rimaneva quindi da credere?” Kiyoi si gettò anima e corpo nel lavoro per accumulare ricchezze, ma queste non gli diedero conforto. Quando ciò in cui si crede va in frantumi, il vuoto può essere frettolosamente riempito da falsi valori. Riflettendo sull’imperatore owa e sul suo funerale si può imparare qualcosa: adorando ‘ciò che non si conosce’ si hanno conseguenze disastrose.
 
 Scintoismo: Ricerca di Dio in Giappone
Sotto lo scintoismo di Stato e il suo sistema imperiale i giapponesi generalmente non avevano altra scelta che adorare l’imperatore. Il precetto di Norinaga Motoori di ‘non fare domande, ma sottomettersi alla provvidenza divina’ permeava e dominava il pensiero giapponese. Nel 1941 l’intera nazione fu mobilitata nello sforzo bellico della seconda guerra mondiale sotto il vessillo dello scintoismo di Stato e in nome della consacrazione all’“uomo-dio vivente”. ‘Il Giappone è una nazione divina’, pensavano i suoi abitanti, ‘e il kamikaze, il vento divino, soffierà quando ci sarà una crisi’. I soldati e le loro famiglie pregavano i loro dèi protettori per il buon esito della guerra.
Quando nel 1945 la nazione “divina” fu sconfitta sotto il duplice colpo inferto dall’annientamento atomico di Hiroima e di gran parte di Nagasaki, lo scintoismo fu messo gravemente in crisi. Da un giorno all’altro Hirohito, il presunto sovrano divino invincibile, divenne un semplice imperatore umano sconfitto. La fede dei giapponesi fu distrutta. Il kamikaze aveva piantato in asso la nazione. La già citata enciclopedia giapponese afferma: “Un motivo era la delusione della nazione per essere stata tradita. . . . Peggio ancora, il mondo scintoista non offriva nessuna spiegazione religiosa esauriente e soddisfacente dei dubbi sorti in seguito alla [sconfitta]. Perciò la generale tendenza cui ciò diede luogo fu la reazione religiosamente immatura che ‘non esiste nessun dio e nessun Budda’”. — Nihon ukyo Jiten.
 
Giudicata l’infame meretrice
Il Giappone scintoista ne è un notevole esempio. Per l’indottrinato soldato giapponese il massimo onore era quello di dare la vita per l’imperatore, il dio supremo scintoista. Durante la seconda guerra mondiale circa 1.500.000 soldati giapponesi perirono in battaglia; quasi senza eccezioni consideravano un disonore arrendersi. Ma in seguito alla sconfitta del Giappone, l’imperatore Hirohito fu costretto a rinunciare alle sue pretese di divinità. Il risultato fu che le “acque” che sostenevano la componente scintoista di Babilonia la Grande si ritirarono in misura notevole, purtroppo dopo che lo scintoismo aveva approvato l’immane carneficina della guerra del Pacifico! Questo indebolimento dell’influenza scintoista aprì anche la via affinché in anni recenti più di 120.000 giapponesi, la stragrande maggioranza dei quali erano prima scintoisti o buddisti, divenissero ministri dedicati e battezzati del Sovrano Signore Geova.
 
 
Charles A. Lindbergh
 
Lindbergh è uno di quegli uomini che hanno contribuito a cambiare il mondo, riuscendo ad unire continenti lontani e a conquistare altezze celesti. Alla vigilia della II Guerra Mondiale viene richiamato dall'esercito americano e costretto a partecipare alle operazioni belliche come consulente dell'aviazione, lui che ormai non voleva aver più niente a che fare con questa pratica e tantomeno con la guerra.
 
Come è nato l’aeroplano?
I record aeronautici continuarono a fare scalpore negli anni ’20. Nel 1923 due ufficiali americani effettuarono la prima trasvolata degli Stati Uniti senza scalo, e portarono a termine l’impresa in meno di 27 ore. Quattro anni dopo Charles A. Lindbergh divenne famoso volando senza scalo da New York a Parigi in 33 ore e 20 minuti
 
‘La tecnologia può distruggere l’uomo’· Charles A. Lindbergh, che 43 anni fa effettuò lo storico volo verso l’Atlantico, ha espresso una veduta critica della moderna tecnologia. Ha detto: “Può facilmente distruggerci”. Ha pure dichiarato che la civiltà occidentale probabilmente è già entrata nel suo “periodo di declino”.
 
 
Einstein Albert
 
Oltre i limiti della scienza
Sperava che la costruzione della bomba atomica, basata in gran parte sulle sue teorie, eliminasse una volta per sempre il pericolo della guerra. Eppure si combattono ancora aspre guerre mentre la civiltà stessa siede su un barile di polvere nucleare e vive col terrore che qualcuno accenda la miccia. Si afferma che Albert Einstein abbia detto poco prima di morire: “Se solo l’avessi saputo, avrei fatto il fabbro”. È il colmo dell’ironia che la scienza, che ha migliorato la vita di tanti milioni di persone, abbia anche provveduto i mezzi mediante cui l’uomo può distruggersi.
 
 
Stalin - Joseph Vissarionovic Giugascvilij
 
L’ira di Dio è portata a compimento
La storia moderna mostra che i dittatori Mussolini, Hitler e Stalin si resero responsabili, in maniera diretta o indiretta, della morte di decine di milioni di persone, fra cui molti dei loro stessi connazionali.
 
In che modo la religione è sopravvissuta
Nel 1943 Stalin alla fine accettò di riconoscere la Chiesa Ortodossa nominando Sergio nuovo patriarca. “Le autorità ecclesiastiche risposero raccogliendo denaro tra i fedeli per finanziare una colonna corazzata sovietica”, osserva Overy. “Preti e vescovi esortavano i fedeli a rispettare la fede, Dio e Stalin”. — Ibid.
Parlando di questo periodo della storia russa lo studioso di religione Sergei Ivanenko ha scritto: ‘L’organo ufficiale della Chiesa Ortodossa Russa, il “Diario del Patriarcato di Mosca”, elogiò Stalin definendolo il più grande leader e insegnante di tutti i tempi e di tutte le nazioni, inviato da Dio per salvare la nazione dall’oppressione, dai proprietari terrieri e dai capitalisti. Fece appello ai fedeli perché dessero fino all’ultima goccia di sangue per difendere l’URSS dai suoi nemici e si prodigassero con tutto loro stessi per costruire il comunismo’.
“Tenuti in grande stima dal KGB”
Anche dopo il 1945 e la fine della seconda guerra mondiale, la Chiesa Ortodossa continuò ad essere utile ai comunisti. Il libro 50 anni di vita sovietica, a cura di Harrison Salisbury, spiega in che modo: “Finita la guerra, i capi della Chiesa non negarono il loro appoggio alla politica estera di Stalin centrata sulla ‘guerra fredda’”. Il libro recente The Sword and the ield descrive in che modo i capi della chiesa servirono gli interessi sovietici. Spiega che Alessio I, succeduto a Sergio come patriarca nel 1945, “si unì al Consiglio Mondiale per la Pace, l’organizzazione fantoccio fondata dai sovietici nel 1949”. Il libro fa anche notare che sia lui che il metropolita Nikolai “erano tenuti in grande stima dal KGB [la polizia segreta sovietica] come agenti d’influenza”. Fatto degno di nota, nel 1955 il patriarca Alessio I dichiarò: “La Chiesa Ortodossa Russa appoggia la politica estera totalmente pacifica del nostro governo, non perché la Chiesa non sia libera, ma perché la politica sovietica è giusta e corrisponde agli ideali cristiani che la Chiesa predica”. Il quotidiano londinese The Guardian del 22 gennaio 2000 cita le seguenti parole del sacerdote ortodosso dissidente Georgi Edeltein: “Tutti i vescovi venivano scelti con cura in modo che collaborassero con il governo sovietico. Erano tutti agenti del KGB. È risaputo che il patriarca Alessio fu reclutato dal KGB, con il nome in codice di Drozdov. Oggi [i vescovi] continuano a seguire la stessa politica che seguivano 20 o 30 anni fa”.
 
 
Franklin Delano Roosevelt - Leonard Winston Churchill Spencer
 
Il 14 agosto 1941 Churchill e Roosevelt a bordo della nave americana Augusta, firmarono la "Carta Atlantica", basata soprattutto sul principio del diritto di tutti i popoli all’indipendenza.
L’attacco giapponese a Pearl Harbour (7 dicembre 1941) decise formalmente l’entrata in guerra degli Stati Uniti. Nella conferenza anglo-sovietico-americana di Teheran (28 novembre-1 dicembre 1943), gli alleati decisero lo sbarco nella Francia settentrionale per il maggio 1944.
 
Le bestie dell’Apocalisse: cosa simboleggiano?
Durante il secondo conflitto mondiale, la potenza mondiale anglo-americana si impegnò a fondo per ravvivare quell’organizzazione internazionale. Nel 1941 il primo ministro della Gran Bretagna, Winston Churchill, ebbe un colloquio segreto col presidente degli Stati Uniti, Franklin Roosevelt, a bordo di una nave nell’Oceano Atlantico. Rilasciarono una dichiarazione congiunta in cui parlavano delle “loro speranze di un avvenire migliore per il mondo” e dell’istituzione di “un più vasto e permanente sistema di sicurezza generale”. L’anno successivo, nella città di Waington, 26 nazioni aderirono a questa proposta anglo-americana sottoscrivendo quella che è nota come la “Dichiarazione delle Nazioni Unite”. Questo portò alla creazione, il 24 ottobre 1945, dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. La bestia di colore scarlatto era ascesa dall’abisso con un nuovo nome. Attualmente 159 nazioni sono affiliate a questa organizzazione che, nelle loro speranze, perpetuerà il sistema di dominio politico umano che esiste ora.
 
I re rivali nel XX secolo
A Jalta nel 1945 il primo ministro britannico Winston Churchill, il presidente degli Stati Uniti Franklin D. Roosevelt e il premier sovietico Iosif Stalin concordarono i piani per l’occupazione della Germania, la formazione di un nuovo governo in Polonia e l’organizzazione delle future Nazioni Unite
 
Pace: si raggiungerà con il disarmo?
CONFONDERE il disarmo con la pace è un grossissimo errore”, disse Winston Churchill cinque anni prima che il mondo precipitasse nella seconda guerra mondiale
 
Giudicata l’infame meretrice
Churchill denuncia il ‘meretricio’
  Nel suo libro The Gathering Storm (1948), Winston Churchill riferisce che Hitler nominò Franz von Papen suo ambasciatore speciale a Vienna per “minare la posizione di importanti personalità politiche austriache o conquistarne il favore”. Churchill cita il rappresentante americano a Vienna che avrebbe detto di von Papen: “Nella maniera più schietta e più cinica . . . Papen mi disse che . . . intendeva valersi della sua reputazione di buon cattolico per acquistare ascendente su personaggi austriaci come il cardinale Innitzer”.
 
 
Adolf Hitler
 
I re rivali nel XX secolo
Dopo la fine della guerra nel 1918, gli Alleati vittoriosi imposero alla Germania un trattato di pace punitivo. I tedeschi trovarono duri i termini del trattato e la nuova repubblica fu debole fin dall’inizio. La Germania si dibatté per alcuni anni in gravi difficoltà e fu travolta dalla grande depressione che alla fine lasciò sei milioni di disoccupati. All’inizio degli anni ’30 i tempi erano maturi per l’ascesa di Adolf Hitler. Nel gennaio 1933 egli diventò cancelliere e l’anno dopo assunse la presidenza di quello che i nazisti chiamarono il Terzo Reich.
Appena salito al potere, Hitler lanciò un violento attacco contro “il patto santo”, rappresentato dagli unti fratelli di Gesù Cristo. In tal modo agì “con efficacia” contro quei cristiani leali, perseguitandone crudelmente molti. Hitler conseguì successi in campo economico e diplomatico, agendo “con efficacia” anche sotto questo aspetto. In pochi anni fece della Germania una potenza temibile sulla scena mondiale.
Hitler ‘prese in considerazione quelli che avevano lasciato il patto santo’. Chi erano costoro? Evidentemente i leader della cristianità, i quali pretendevano di avere fatto un patto con Dio ma avevano cessato di essere discepoli di Gesù Cristo. Hitler chiese e ottenne l’appoggio di ‘quelli che avevano lasciato il patto santo’. Per esempio fece un concordato con il papa di Roma. Nel 1935 Hitler creò il Ministero degli Affari religiosi. Uno dei suoi obiettivi era sottoporre le chiese evangeliche al controllo dello stato.
LE “BRACCIA” PROCEDONO DAL RE
Hitler presto entrò in guerra, come l’angelo aveva correttamente predetto: “Sorgeranno braccia, che procederanno da lui; e realmente profaneranno il santuario, la fortezza, e sopprimeranno il sacrificio continuo”. (Daniele 11:31a) Le “braccia” erano le forze militari che il re del nord usò per combattere il re del sud nella seconda guerra mondiale. Il 1° settembre 1939 “braccia” naziste invasero la Polonia. Due giorni dopo la Gran Bretagna e la Francia dichiararono guerra alla Germania per aiutare la Polonia. Così iniziò la seconda guerra mondiale. La Polonia presto capitolò e subito dopo truppe tedesche occuparono Danimarca, Norvegia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Francia. “Alla fine del 1941”, dice un’enciclopedia, “la Germania nazista dominava il continente”. — The World Book Encyclopedia.
Per quanto la Germania e l’Unione Sovietica avessero firmato un patto di non aggressione, il 22 giugno 1941 Hitler invase il territorio sovietico. Questa azione portò l’Unione Sovietica dalla parte della Gran Bretagna. L’esercito sovietico oppose una forte resistenza nonostante le prime avanzate spettacolari delle truppe tedesche. Il 6 dicembre 1941 l’esercito tedesco subì in effetti una sconfitta presso Mosca. L’indomani il Giappone, alleato della Germania, bombardò Pearl Harbor, nelle Hawaii. Saputo questo, Hitler disse ai suoi aiutanti: “Adesso è impossibile che perdiamo la guerra”. L’11 dicembre dichiarò precipitosamente guerra agli Stati Uniti. Ma sottovalutò la forza sia dell’Unione Sovietica che degli Stati Uniti. Con l’armata sovietica che attaccava da est e gli eserciti inglese e americano che avanzavano da ovest, presto le sorti della guerra si volsero contro Hitler. Le forze armate tedesche cominciarono a perdere un territorio dopo l’altro. Dopo il suicidio di Hitler, il 7 maggio 1945 la Germania si arrese agli Alleati.
 
Giudicata l’infame meretrice ‘Meretricio’ moderno
Immischiandosi nella politica, la grande meretrice ha recato indicibili sofferenze al genere umano. Prendete ad esempio i retroscena dell’ascesa al potere di Hitler in Germania, retroscena che alcuni cancellerebbero volentieri dai libri di storia. Nel maggio 1924 il partito nazista aveva 32 seggi al Reichstag tedesco. Nel maggio del 1928 i seggi erano scesi a 12. Comunque, nel 1930 il mondo era in piena Grande Depressione. Approfittando della situazione, i nazisti si ripresero sorprendentemente, conquistando 230 seggi su 608 alle elezioni tedesche del luglio 1932. Poco dopo, l’ex cancelliere Franz von Papen, cavaliere del papa, venne in aiuto dei nazisti. Secondo gli storici, von Papen sognava un nuovo Sacro Romano Impero. La sua breve esperienza come cancelliere era stata un fallimento, così ora sperava di ottenere il potere mediante i nazisti. Entro gennaio del 1933 egli aveva assicurato a Hitler l’appoggio dei grandi industriali, e attraverso abili intrighi fece in modo che il 30 gennaio 1933 Hitler divenisse cancelliere della Germania. Egli stesso fu nominato vice-cancelliere e venne impiegato da Hitler per ottenere l’appoggio dei settori cattolici della Germania. Nel giro di due mesi dalla sua ascesa al potere, Hitler sciolse il parlamento, mandò nei campi di concentramento migliaia di esponenti dell’opposizione e diede il via a un’aperta campagna persecutoria nei confronti degli ebrei.
Il 20 luglio 1933 l’interesse del Vaticano per l’astro nascente del nazismo divenne evidente allorché il cardinale Pacelli (il futuro papa Pio XII) firmò a Roma un concordato fra il Vaticano e la Germania nazista. Von Papen firmò il documento in qualità di rappresentante di Hitler, e per l’occasione Pacelli conferì a von Papen l’alta onorificenza pontificia della Gran Croce dell’Ordine Piano. Al riguardo Tibor Koeves, nel suo libro Satan in Top Hat (Satana col cappello a cilindro), scrive: “Il Concordato fu una grande vittoria per Hitler. Gli diede il primo sostegno morale che avesse ricevuto dal mondo esterno, e questo dalla fonte più autorevole”. Il concordato prevedeva che il Vaticano smettesse di appoggiare in Germania il partito cattolico del Centro, ratificando così lo “stato totalitario” retto dal partito unico di Hitler. Inoltre l’articolo 14 dichiarava: “Le nomine di arcivescovi, vescovi e simili saranno effettuate solo dopo che il governatore, insediato dal Reich, avrà debitamente accertato che non sussistano dubbi circa le considerazioni politiche generali”. Per la fine del 1933 (proclamato “Anno Santo” da papa Pio XI) l’appoggio del Vaticano era divenuto un elemento importante nell’offensiva di Hitler per il dominio del mondo.
Sebbene un esiguo numero di sacerdoti e suore protestasse contro le atrocità commesse da Hitler — e ne pagasse le conseguenze — sia il Vaticano che la Chiesa Cattolica e il suo esercito di ecclesiastici appoggiarono attivamente o tacitamente la tirannide nazista, da essi considerata un baluardo contro il dilagare del comunismo mondiale. Tranquillamente chiuso in Vaticano, papa Pio XII lasciò che l’Olocausto degli ebrei e le crudeli persecuzioni contro i testimoni di Geova e altri proseguissero senza critiche.
 
 
Mahatma Gandhi
 
 Non violenza in un mondo violento Un sogno non realizzato
“Devo . . . sperare fino all’ultimo che l’India adotti il credo della non violenza, che salvi la dignità dell’uomo”, scriveva Gandhi nel 1938. Quarantasei anni dopo l’India vacilla sotto il peso di molte forme di violenza sociale. E secondo Gupta, “non è stata neppure in grado di salvare la dignità dell’uomo”. Secondo il Times of India, nonostante la popolarità del messaggio di Gandhi, “nel paese si sta scatenando una violenza senza precedenti e banditismo, stupri e rapine sono all’ordine del giorno”. Questa descrizione dell’India vale anche per altre parti del mondo. L’istruzione, negata a molti indiani, in molti altri paesi è alla portata di tutti. Eppure anche il resto del mondo è colpevole dei sette peccati sociali definiti da Gandhi: ‘Politica senza scrupoli, ricchezza senza lavoro, piacere senza coscienza, istruzione senza carattere, commercio senza morale, culto senza sacrificio e scienza priva di umanità’. Sì, l’ideale di Gandhi di un mondo basato sulla non violenza è un sogno che non si è realizzato.
 
Induismo: Ricerca di liberazione
Il Mahatma Gandhi e il sistema delle caste
  “La non violenza è il primo articolo della mia fede. È anche l’ultimo del mio credo”. — Mahatma Gandhi, 23 marzo 1922.
  Il Mahatma Gandhi, famoso per la sua politica della non violenza il cui obiettivo era aiutare l’India a ottenere l’indipendenza dalla Gran Bretagna (accordata nel 1947), lottò anche per migliorare la sorte di milioni di indù suoi connazionali. Il professore indiano M. P. Rege spiega: “Egli asserì che l’ahimsa (non violenza) è il valore morale fondamentale, da lui interpretato come interesse per la dignità e il benessere di ogni persona. Respinse l’autorità delle scritture indù quando il loro insegnamento era contrario all’ahimsa, si impegnò coraggiosamente a sradicare l’intoccabilità e il sistema castale gerarchico, e promosse la parità delle donne in tutte le sfere della vita”.
  Che ne pensava Gandhi della sorte degli intoccabili? In una lettera a Jawaharlal Nehru, datata 2 maggio 1933, egli scrisse: “Il movimento degli harijan [intoccabili] è troppo vasto per uno sforzo puramente intellettuale. Non c’è nulla di così cattivo al mondo. E tuttavia non posso abbandonare la religione e quindi l’induismo. La vita mi diverrebbe un peso senza l’induismo. Amo il cristianesimo, l’Islam e molte altre fedi attraverso l’induismo. . . . Ma d’altronde non riesco a tollerarlo con l’intoccabilità”.
 
  Induismo: Ricerca di liberazione
Notevole è quello dell’ahimsa (in sanscrito, ahinsa), o non violenza, per la quale era famoso Mohandas Gandhi (1869-1948), chiamato il Mahatma. (Vedi pagina 113). In base a questa filosofia, ci si aspetta che gli indù non uccidano o si astengano dal nuocere ad altre creature, una delle ragioni questa per cui venerano certi animali come vacche, serpenti e scimmie. Gli esponenti più rigidi di questa dottrina dell’ahimsa e del rispetto della vita sono i seguaci del giainismo (fondato nel VI secolo a.E.V.), che vanno in giro scalzi e portano persino una mascherina per non ingoiare accidentalmente nessun insetto.
 
Gandhi: Perché molti speravano in lui:  Gandhi è stato chiamato il padre della non violenza
 
Non violenza in un mondo violento
Devo . . . sperare fino all’ultimo che l’India adotti il credo della non violenza, che salvi la dignità dell’uomo”, scriveva Gandhi nel 1938. Quarantasei anni dopo l’India vacilla sotto il peso di molte forme di violenza sociale.