La scena di questo mondo cambia
Mao
Tse-tung
Taoismo e confucianesimo: Ricerca della via del cielo
‘CHE cento fiori sboccino; che cento scuole competano’. Questo detto,
reso famoso da Mao Tse-tung della Repubblica Popolare della Cina in un
suo discorso del 1956, parafrasava in effetti l’espressione usata
dagli studiosi cinesi per descrivere l’epoca della storia cinese che
andò dal V al III secolo a.E.V., chiamata periodo degli Stati
combattenti. A quel tempo la potente dinastia Chou (ca. 1122-256
a.E.V.) era decaduta a un sistema di stati feudali diregati e
perennemente in lotta tra loro, con grandi disagi per il popolo.
2 L’agitazione e le sofferenze provocate dalle guerre
indebolirono seriamente l’autorità della classe dirigente
tradizionale. Il popolo non si accontentava più di sottostare ai
capricci e agli inganni dell’aristocrazia e di sopportare in silenzio
le conseguenze. Il risultato fu che idee e aspirazioni a lungo
soffocate sbocciarono d’un tratto come “cento fiori”. Svariate scuole
di pensiero proposero le loro idee circa governo, legge, ordine
sociale, comportamento ed etica e in campi quali agricoltura, musica e
letteratura quali mezzi per riportare la vita a una certa normalità.
Divennero note come le “cento scuole”. La maggior parte d’esse non
produssero effetti durevoli. Due scuole comunque si distinsero al
punto tale da influire sulla vita in Cina per oltre 2.000 anni. Si
trattava di quelle che divennero poi famose col nome di taoismo e
confucianesimo.
Golda Meir
Politica israeliana, Primo Ministro dal 1969 al 1974, nata a Kiev l'8
maggio 1898, morta a Gerusalemme l'8 dicembre 1978
Una delle fondatrici dello Stato di Israele. La Meir è stata una
leader pragmatica e di grande carisma; figura che ha contribuito
fortemente a dare un volto ad Israele nel mondo. Anche dopo le sue
dimissioni ha mantenuto una grossa popolarità.
Dopo essersi laureata, nel 1917, al Milwaukee Teachers College, sposa
Morris Myerson. In questo momento è un attivista del movimento
sionista. Nel 1921 insieme al marito si sposta in Palestina, con il
preciso intento di creare una patria per gli ebrei. Negli anni
seguenti lavora in numerosi movimenti sionisti, spostandosi spesso tra
l'Europa, la Palestina e gli Stati Uniti. Occupa posizioni chiave sia
all'interno della Agenzia ebraica, corpo ebraico centrale in
Palestina, che all'interno dell'organizzazione mondiale sionista.
Nel 1945 divorzia dal marito. Nel 1948 la Myerson è tra i firmatari
della Dichiarazione dello Stato di Israele. Nello stesso anno è
ambasciatrice in Unione Sovietica. L'anno seguente, tornata in
Israele, viene eletta membro del Parlamento [Knesset] e nominata
Ministro del Lavoro.
Nel 1956 cambia il suo cognome nell'ebraico "Meir". Nominata Ministro
degli Esteri. Viene eletta segretario generale del partito laburista
nel 1966, carica che mantiene fino al 1968. Nel 1973 per la prima
volta si manifesta la debolezza dell'esercito israeliano, nella guerra
dello Yom Kippur: una guerra alla quale Israele non è preparato ed il
cui attacco da parte dei vicini Egiziani e Siriani viene ricevuto con
grande sorpresa. Israele viene sostenuto dall'intervento occidentale e
ciò permette di evitare la sconfitta.
Alle elezioni del 1974 il partito laburista registra una forte battuta
di arresto e la Meir non è in grado di formare un governo. Rassegna le
dimissioni.
L’accresciuto ruolo della donna nei tempi
moderni
Oggi le donne non solo votano, ma addirittura contendono agli uomini
le cariche politiche. Israele ha avuto come primo ministro una donna,
Golda Meir.
Non si può quindi negare che in anni recenti la situazione delle donne
è enormemente cambiata. Forse avete visto o vissuto di persona questi
cambiamenti. Ma è il caso di chiedersi: Tutti questi cambiamenti hanno
avuto solo effetti positivi?
Francesco Ferdinando
I re rivali nel XX secolo
“Al tempo fissato [il re del nord] tornerà”, predisse l’angelo, “e in
effetti verrà contro il sud; ma l’ultima volta non sarà come la
prima”. (Daniele 11:29) Il “tempo fissato” da Dio per porre fine alla
dominazione dei gentili sulla terra giunse nel 1914 quando istituì il
Regno celeste. Il 28 giugno di quell’anno, a Sarajevo, in Bosnia,
l’arciduca d’Austria Francesco Ferdinando e sua moglie furono
assassinati da un terrorista serbo. Quella fu la scintilla che fece
scoppiare la prima guerra mondiale
Un tempo di prova (1914-1918)
Il 28 giugno 1914 l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono
austro-ungarico, fu assassinato. Quello sparo scatenò la “grande
guerra”, come fu chiamata in origine la prima guerra mondiale. Le
ostilità iniziarono nell’agosto del 1914 quando la Germania invase il
Belgio e la Francia. Entro l’autunno era già stato sparso molto
sangue.
Il 1914: storia passata, o influisce su di voi?
L’assassinio
dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria e di sua moglie, Sophie,
fece precipitare quegli eventi che hanno fatto del 1914 una svolta
nella storia umana. E quegli eventi vi riguardano. Perché? Perché
quella “valanga” fu la Grande Guerra del 1914-18. Da allora sotto
forma di guerre e violenza la “valanga” si è andata sempre più
ingrossando.
Hirohito
Funerale a un ex Dio
L’IMPERATORE HIROHITO era considerato una divinità vivente”, osservava
al principio di quest’anno un periodico, il Japan Quarterly.
Un’enciclopedia (Kodana Encyclopedia of Japan) lo mette al 124° posto
nell’elenco dei discendenti umani della dea del sole Amaterasu
o-mikami, definita la “principale divinità del pantheon scintoista”.
Perciò quando ai soldati giapponesi veniva chiesto di sacrificare la
propria vita per questa “divinità vivente”, lo facevano con
sorprendente zelo. Durante la seconda guerra mondiale nessuno ha
combattuto con più accanimento dei devoti giapponesi che combattevano
per il loro dio, l’imperatore. Tuttavia, sopraffatti da forze militari
superiori di numero, i giapponesi persero la guerra. Il 1° gennaio
1946, meno di cinque mesi dopo, con uno storico editto Hirohito
rinnegò davanti alla nazione la “falsa idea che l’Imperatore sia
divino”. Disse che questa credenza era stata basata su “semplici
leggende e miti”.
Si potrebbe dire che milioni di giapponesi abbiano offerto la loro
vita sull’altare di questa divinità scintoista, per non parlare della
vita di milioni di altri che sono stati offerti sullo stesso altare
dagli eserciti imperiali. I credenti sono stati condotti nei meandri
del militarismo nel nome del loro dio, solo per scoprire più tardi che
dopo tutto non era un dio. L’Asahi Evening News infatti ha detto:
“Milioni di giapponesi sono stati sacrificati per questa errata
concezione”. Come reagirono i credenti quando nel 1946 il loro dio
rinnegò le sue prerogative di divinità? Uno che aveva combattuto per
l’imperatore disse di essersi sentito come “una barca che aveva perso
il timone in alto mare”. Questa è stata la reazione generale. I
superstiti della guerra “caddero improvvisamente in un vuoto
abissale”, lamenta Sakon Sou, un poeta giapponese. Come hanno potuto
riempire quel vuoto? “Ero stato completamente ingannato. Non avevo
combattuto per Dio ma per un uomo comune”, dice Kiyoi Tamura. “Che mi
rimaneva quindi da credere?” Kiyoi si gettò anima e corpo nel lavoro
per accumulare ricchezze, ma queste non gli diedero conforto. Quando
ciò in cui si crede va in frantumi, il vuoto può essere
frettolosamente riempito da falsi valori. Riflettendo sull’imperatore
owa e sul suo funerale si può imparare qualcosa: adorando ‘ciò che non
si conosce’ si hanno conseguenze disastrose.
Scintoismo: Ricerca di Dio in Giappone
Sotto lo scintoismo di Stato e il suo sistema imperiale i giapponesi
generalmente non avevano altra scelta che adorare l’imperatore. Il
precetto di Norinaga Motoori di ‘non fare domande, ma sottomettersi
alla provvidenza divina’ permeava e dominava il pensiero giapponese.
Nel 1941 l’intera nazione fu mobilitata nello sforzo bellico della
seconda guerra mondiale sotto il vessillo dello scintoismo di Stato e
in nome della consacrazione all’“uomo-dio vivente”. ‘Il Giappone è una
nazione divina’, pensavano i suoi abitanti, ‘e il kamikaze, il vento
divino, soffierà quando ci sarà una crisi’. I soldati e le loro
famiglie pregavano i loro dèi protettori per il buon esito della
guerra.
Quando nel 1945 la nazione “divina” fu sconfitta sotto il duplice
colpo inferto dall’annientamento atomico di Hiroima e di gran parte di
Nagasaki, lo scintoismo fu messo gravemente in crisi. Da un giorno
all’altro Hirohito, il presunto sovrano divino invincibile, divenne un
semplice imperatore umano sconfitto. La fede dei giapponesi fu
distrutta. Il kamikaze aveva piantato in asso la nazione. La già
citata enciclopedia giapponese afferma: “Un motivo era la delusione
della nazione per essere stata tradita. . . . Peggio ancora, il mondo
scintoista non offriva nessuna spiegazione religiosa esauriente e
soddisfacente dei dubbi sorti in seguito alla [sconfitta]. Perciò la
generale tendenza cui ciò diede luogo fu la reazione religiosamente
immatura che ‘non esiste nessun dio e nessun Budda’”. — Nihon ukyo
Jiten.
Giudicata l’infame meretrice
Il Giappone scintoista ne è un notevole esempio. Per l’indottrinato
soldato giapponese il massimo onore era quello di dare la vita per
l’imperatore, il dio supremo scintoista. Durante la seconda guerra
mondiale circa 1.500.000 soldati giapponesi perirono in battaglia;
quasi senza eccezioni consideravano un disonore arrendersi. Ma in
seguito alla sconfitta del Giappone, l’imperatore Hirohito fu
costretto a rinunciare alle sue pretese di divinità. Il risultato fu
che le “acque” che sostenevano la componente scintoista di Babilonia
la Grande si ritirarono in misura notevole, purtroppo dopo che lo
scintoismo aveva approvato l’immane carneficina della guerra del
Pacifico! Questo indebolimento dell’influenza scintoista aprì anche la
via affinché in anni recenti più di 120.000 giapponesi, la stragrande
maggioranza dei quali erano prima scintoisti o buddisti, divenissero
ministri dedicati e battezzati del Sovrano Signore Geova.
Charles A. Lindbergh
Lindbergh è uno di quegli uomini che hanno contribuito a cambiare il
mondo, riuscendo ad unire continenti lontani e a conquistare altezze
celesti. Alla vigilia della II Guerra Mondiale viene richiamato
dall'esercito americano e costretto a partecipare alle operazioni
belliche come consulente dell'aviazione, lui che ormai non voleva aver
più niente a che fare con questa pratica e tantomeno con la guerra.
Come è nato l’aeroplano?
I record aeronautici continuarono a fare scalpore negli anni ’20. Nel
1923 due ufficiali americani effettuarono la prima trasvolata degli
Stati Uniti senza scalo, e portarono a termine l’impresa in meno di
27 ore. Quattro anni dopo Charles A. Lindbergh divenne famoso volando
senza scalo da New York a Parigi in 33 ore e 20 minuti
‘La tecnologia può distruggere l’uomo’· Charles A. Lindbergh, che
43 anni fa effettuò lo storico volo verso l’Atlantico, ha espresso una
veduta critica della moderna tecnologia. Ha detto: “Può facilmente
distruggerci”. Ha pure dichiarato che la civiltà occidentale
probabilmente è già entrata nel suo “periodo di declino”.
Einstein Albert
Oltre i limiti della scienza
Sperava che la costruzione della bomba atomica, basata in gran parte
sulle sue teorie, eliminasse una volta per sempre il pericolo della
guerra. Eppure si combattono ancora aspre guerre mentre la civiltà
stessa siede su un barile di polvere nucleare e vive col terrore che
qualcuno accenda la miccia. Si afferma che Albert Einstein abbia detto
poco prima di morire: “Se solo l’avessi saputo, avrei fatto il
fabbro”. È il colmo dell’ironia che la scienza, che ha migliorato la
vita di tanti milioni di persone, abbia anche provveduto i mezzi
mediante cui l’uomo può distruggersi.
Stalin -
Joseph Vissarionovic Giugascvilij
L’ira di Dio è portata a compimento
La storia moderna mostra che i dittatori Mussolini, Hitler e Stalin si
resero responsabili, in maniera diretta o indiretta, della morte di
decine di milioni di persone, fra cui molti dei loro stessi
connazionali.
In che modo la religione è sopravvissuta
Nel 1943 Stalin alla fine accettò di riconoscere la Chiesa Ortodossa
nominando Sergio nuovo patriarca. “Le autorità ecclesiastiche
risposero raccogliendo denaro tra i fedeli per finanziare una colonna
corazzata sovietica”, osserva Overy. “Preti e vescovi esortavano i
fedeli a rispettare la fede, Dio e Stalin”. — Ibid.
Parlando di questo periodo della storia russa lo studioso di religione
Sergei Ivanenko ha scritto: ‘L’organo ufficiale della Chiesa Ortodossa
Russa, il “Diario del Patriarcato di Mosca”, elogiò Stalin definendolo
il più grande leader e insegnante di tutti i tempi e di tutte le
nazioni, inviato da Dio per salvare la nazione dall’oppressione, dai
proprietari terrieri e dai capitalisti. Fece appello ai fedeli perché
dessero fino all’ultima goccia di sangue per difendere l’URSS dai suoi
nemici e si prodigassero con tutto loro stessi per costruire il
comunismo’.
“Tenuti in grande stima dal KGB”
Anche dopo il 1945 e la fine della seconda guerra mondiale, la Chiesa
Ortodossa continuò ad essere utile ai comunisti. Il libro 50 anni di
vita sovietica, a cura di Harrison Salisbury, spiega in che modo:
“Finita la guerra, i capi della Chiesa non negarono il loro appoggio
alla politica estera di Stalin centrata sulla ‘guerra fredda’”. Il
libro recente The Sword and the ield descrive in che modo i capi della
chiesa servirono gli interessi sovietici. Spiega che Alessio I,
succeduto a Sergio come patriarca nel 1945, “si unì al Consiglio
Mondiale per la Pace, l’organizzazione fantoccio fondata dai sovietici
nel 1949”. Il libro fa anche notare che sia lui che il metropolita
Nikolai “erano tenuti in grande stima dal KGB [la polizia segreta
sovietica] come agenti d’influenza”. Fatto degno di nota, nel 1955 il
patriarca Alessio I dichiarò: “La Chiesa Ortodossa Russa appoggia la
politica estera totalmente pacifica del nostro governo, non perché la
Chiesa non sia libera, ma perché la politica sovietica è giusta e
corrisponde agli ideali cristiani che la Chiesa predica”. Il
quotidiano londinese The Guardian del 22 gennaio 2000 cita le seguenti
parole del sacerdote ortodosso dissidente Georgi Edeltein: “Tutti i
vescovi venivano scelti con cura in modo che collaborassero con il
governo sovietico. Erano tutti agenti del KGB. È risaputo che il
patriarca Alessio fu reclutato dal KGB, con il nome in codice di
Drozdov. Oggi [i vescovi] continuano a seguire la stessa politica che
seguivano 20 o 30 anni fa”.
Franklin
Delano Roosevelt - Leonard Winston Churchill Spencer
Il 14 agosto 1941 Churchill e Roosevelt a bordo della nave americana
Augusta, firmarono la "Carta Atlantica", basata soprattutto sul
principio del diritto di tutti i popoli all’indipendenza.
L’attacco giapponese a Pearl Harbour (7 dicembre 1941) decise
formalmente l’entrata in guerra degli Stati Uniti. Nella conferenza
anglo-sovietico-americana di Teheran (28 novembre-1 dicembre 1943),
gli alleati decisero lo sbarco nella Francia settentrionale per il
maggio 1944.
Le bestie dell’Apocalisse: cosa simboleggiano?
Durante il secondo conflitto mondiale, la potenza mondiale
anglo-americana si impegnò a fondo per ravvivare quell’organizzazione
internazionale. Nel 1941 il primo ministro della Gran Bretagna,
Winston Churchill, ebbe un colloquio segreto col presidente degli
Stati Uniti, Franklin Roosevelt, a bordo di una nave nell’Oceano
Atlantico. Rilasciarono una dichiarazione congiunta in cui parlavano
delle “loro speranze di un avvenire migliore per il mondo” e
dell’istituzione di “un più vasto e permanente sistema di sicurezza
generale”. L’anno successivo, nella città di Waington, 26 nazioni
aderirono a questa proposta anglo-americana sottoscrivendo quella che
è nota come la “Dichiarazione delle Nazioni Unite”. Questo portò alla
creazione, il 24 ottobre 1945, dell’Organizzazione delle Nazioni
Unite. La bestia di colore scarlatto era ascesa dall’abisso con un
nuovo nome. Attualmente 159 nazioni sono affiliate a questa
organizzazione che, nelle loro speranze, perpetuerà il sistema di
dominio politico umano che esiste ora.
I re rivali nel XX secolo
A Jalta nel 1945 il primo ministro britannico Winston Churchill, il
presidente degli Stati Uniti Franklin D. Roosevelt e il premier
sovietico Iosif Stalin concordarono i piani per l’occupazione della
Germania, la formazione di un nuovo governo in Polonia e
l’organizzazione delle future Nazioni Unite
Pace: si raggiungerà con il disarmo?
CONFONDERE il disarmo con la pace è un grossissimo errore”, disse
Winston Churchill cinque anni prima che il mondo precipitasse nella
seconda guerra mondiale
Giudicata l’infame meretrice
Churchill denuncia il ‘meretricio’
Nel suo libro The Gathering Storm (1948), Winston Churchill
riferisce che Hitler nominò Franz von Papen suo ambasciatore speciale
a Vienna per “minare la posizione di importanti personalità politiche
austriache o conquistarne il favore”. Churchill cita il rappresentante
americano a Vienna che avrebbe detto di von Papen: “Nella maniera più
schietta e più cinica . . . Papen mi disse che . . . intendeva valersi
della sua reputazione di buon cattolico per acquistare ascendente su
personaggi austriaci come il cardinale Innitzer”.
Adolf Hitler
I re rivali nel XX secolo
Dopo la fine della guerra nel 1918, gli Alleati vittoriosi imposero
alla Germania un trattato di pace punitivo. I tedeschi trovarono duri
i termini del trattato e la nuova repubblica fu debole fin
dall’inizio. La Germania si dibatté per alcuni anni in gravi
difficoltà e fu travolta dalla grande depressione che alla fine lasciò
sei milioni di disoccupati. All’inizio degli anni ’30 i tempi erano
maturi per l’ascesa di Adolf Hitler. Nel gennaio 1933 egli diventò
cancelliere e l’anno dopo assunse la presidenza di quello che i
nazisti chiamarono il Terzo Reich.
Appena salito al potere, Hitler lanciò un violento attacco contro “il
patto santo”, rappresentato dagli unti fratelli di Gesù Cristo. In tal
modo agì “con efficacia” contro quei cristiani leali, perseguitandone
crudelmente molti. Hitler conseguì successi in campo economico e
diplomatico, agendo “con efficacia” anche sotto questo aspetto. In
pochi anni fece della Germania una potenza temibile sulla scena
mondiale.
Hitler ‘prese in considerazione quelli che avevano lasciato il patto
santo’. Chi erano costoro? Evidentemente i leader della cristianità, i
quali pretendevano di avere fatto un patto con Dio ma avevano cessato
di essere discepoli di Gesù Cristo. Hitler chiese e ottenne l’appoggio
di ‘quelli che avevano lasciato il patto santo’. Per esempio fece un
concordato con il papa di Roma. Nel 1935 Hitler creò il Ministero
degli Affari religiosi. Uno dei suoi obiettivi era sottoporre le
chiese evangeliche al controllo dello stato.
LE “BRACCIA” PROCEDONO DAL RE
Hitler presto entrò in guerra, come l’angelo aveva correttamente
predetto: “Sorgeranno braccia, che procederanno da lui; e realmente
profaneranno il santuario, la fortezza, e sopprimeranno il sacrificio
continuo”. (Daniele 11:31a) Le “braccia” erano le forze militari che
il re del nord usò per combattere il re del sud nella seconda guerra
mondiale. Il 1° settembre 1939 “braccia” naziste invasero la Polonia.
Due giorni dopo la Gran Bretagna e la Francia dichiararono guerra alla
Germania per aiutare la Polonia. Così iniziò la seconda guerra
mondiale. La Polonia presto capitolò e subito dopo truppe tedesche
occuparono Danimarca, Norvegia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e
Francia. “Alla fine del 1941”, dice un’enciclopedia, “la Germania
nazista dominava il continente”. — The World Book Encyclopedia.
Per quanto la Germania e l’Unione Sovietica avessero firmato un patto
di non aggressione, il 22 giugno 1941 Hitler invase il territorio
sovietico. Questa azione portò l’Unione Sovietica dalla parte della
Gran Bretagna. L’esercito sovietico oppose una forte resistenza
nonostante le prime avanzate spettacolari delle truppe tedesche. Il
6 dicembre 1941 l’esercito tedesco subì in effetti una sconfitta
presso Mosca. L’indomani il Giappone, alleato della Germania, bombardò
Pearl Harbor, nelle Hawaii. Saputo questo, Hitler disse ai suoi
aiutanti: “Adesso è impossibile che perdiamo la guerra”. L’11 dicembre
dichiarò precipitosamente guerra agli Stati Uniti. Ma sottovalutò la
forza sia dell’Unione Sovietica che degli Stati Uniti. Con l’armata
sovietica che attaccava da est e gli eserciti inglese e americano che
avanzavano da ovest, presto le sorti della guerra si volsero contro
Hitler. Le forze armate tedesche cominciarono a perdere un territorio
dopo l’altro. Dopo il suicidio di Hitler, il 7 maggio 1945 la Germania
si arrese agli Alleati.
Giudicata l’infame
meretrice ‘Meretricio’ moderno
Immischiandosi nella politica, la grande meretrice ha recato
indicibili sofferenze al genere umano. Prendete ad esempio i
retroscena dell’ascesa al potere di Hitler in Germania, retroscena che
alcuni cancellerebbero volentieri dai libri di storia. Nel maggio 1924
il partito nazista aveva 32 seggi al Reichstag tedesco. Nel maggio del
1928 i seggi erano scesi a 12. Comunque, nel 1930 il mondo era in
piena Grande Depressione. Approfittando della situazione, i nazisti si
ripresero sorprendentemente, conquistando 230 seggi su 608 alle
elezioni tedesche del luglio 1932. Poco dopo, l’ex cancelliere Franz
von Papen, cavaliere del papa, venne in aiuto dei nazisti. Secondo gli
storici, von Papen sognava un nuovo Sacro Romano Impero. La sua breve
esperienza come cancelliere era stata un fallimento, così ora sperava
di ottenere il potere mediante i nazisti. Entro gennaio del 1933 egli
aveva assicurato a Hitler l’appoggio dei grandi industriali, e
attraverso abili intrighi fece in modo che il 30 gennaio 1933 Hitler
divenisse cancelliere della Germania. Egli stesso fu nominato
vice-cancelliere e venne impiegato da Hitler per ottenere l’appoggio
dei settori cattolici della Germania. Nel giro di due mesi dalla sua
ascesa al potere, Hitler sciolse il parlamento, mandò nei campi di
concentramento migliaia di esponenti dell’opposizione e diede il via a
un’aperta campagna persecutoria nei confronti degli ebrei.
Il 20 luglio 1933 l’interesse del Vaticano per l’astro nascente del
nazismo divenne evidente allorché il cardinale Pacelli (il futuro papa
Pio XII) firmò a Roma un concordato fra il Vaticano e la Germania
nazista. Von Papen firmò il documento in qualità di rappresentante di
Hitler, e per l’occasione Pacelli conferì a von Papen l’alta
onorificenza pontificia della Gran Croce dell’Ordine Piano. Al
riguardo Tibor Koeves, nel suo libro Satan in Top Hat (Satana col
cappello a cilindro), scrive: “Il Concordato fu una grande vittoria
per Hitler. Gli diede il primo sostegno morale che avesse ricevuto dal
mondo esterno, e questo dalla fonte più autorevole”. Il concordato
prevedeva che il Vaticano smettesse di appoggiare in Germania il
partito cattolico del Centro, ratificando così lo “stato totalitario”
retto dal partito unico di Hitler. Inoltre l’articolo 14 dichiarava:
“Le nomine di arcivescovi, vescovi e simili saranno effettuate solo
dopo che il governatore, insediato dal Reich, avrà debitamente
accertato che non sussistano dubbi circa le considerazioni politiche
generali”. Per la fine del 1933 (proclamato “Anno Santo” da papa Pio XI)
l’appoggio del Vaticano era divenuto un elemento importante
nell’offensiva di Hitler per il dominio del mondo.
Sebbene un esiguo numero di sacerdoti e suore protestasse contro le
atrocità commesse da Hitler — e ne pagasse le conseguenze — sia il
Vaticano che la Chiesa Cattolica e il suo esercito di ecclesiastici
appoggiarono attivamente o tacitamente la tirannide nazista, da essi
considerata un baluardo contro il dilagare del comunismo mondiale.
Tranquillamente chiuso in Vaticano, papa Pio XII lasciò che
l’Olocausto degli ebrei e le crudeli persecuzioni contro i testimoni
di Geova e altri proseguissero senza critiche.
Mahatma
Gandhi
Non violenza in un mondo violento Un
sogno non realizzato
“Devo . . . sperare fino all’ultimo che l’India adotti il credo della
non violenza, che salvi la dignità dell’uomo”, scriveva Gandhi nel
1938. Quarantasei anni dopo l’India vacilla sotto il peso di molte
forme di violenza sociale. E secondo Gupta, “non è stata neppure in
grado di salvare la dignità dell’uomo”. Secondo il Times of India,
nonostante la popolarità del messaggio di Gandhi, “nel paese si sta
scatenando una violenza senza precedenti e banditismo, stupri e rapine
sono all’ordine del giorno”. Questa descrizione dell’India vale anche
per altre parti del mondo. L’istruzione, negata a molti indiani, in
molti altri paesi è alla portata di tutti. Eppure anche il resto del
mondo è colpevole dei sette peccati sociali definiti da Gandhi:
‘Politica senza scrupoli, ricchezza senza lavoro, piacere senza
coscienza, istruzione senza carattere, commercio senza morale, culto
senza sacrificio e scienza priva di umanità’. Sì, l’ideale di Gandhi
di un mondo basato sulla non violenza è un sogno che non si è
realizzato.
Induismo: Ricerca di liberazione
Il Mahatma Gandhi e il sistema delle caste
“La non violenza è il primo articolo della mia fede. È anche
l’ultimo del mio credo”. — Mahatma Gandhi, 23 marzo 1922.
Il Mahatma Gandhi, famoso per la sua politica della non
violenza il cui obiettivo era aiutare l’India a ottenere
l’indipendenza dalla Gran Bretagna (accordata nel 1947), lottò anche
per migliorare la sorte di milioni di indù suoi connazionali. Il
professore indiano M. P. Rege spiega: “Egli asserì che l’ahimsa (non
violenza) è il valore morale fondamentale, da lui interpretato come
interesse per la dignità e il benessere di ogni persona. Respinse
l’autorità delle scritture indù quando il loro insegnamento era
contrario all’ahimsa, si impegnò coraggiosamente a sradicare l’intoccabilità
e il sistema castale gerarchico, e promosse la parità delle donne in
tutte le sfere della vita”.
Che ne pensava Gandhi della sorte degli intoccabili? In una
lettera a Jawaharlal Nehru, datata 2 maggio 1933, egli scrisse: “Il
movimento degli harijan [intoccabili] è troppo vasto per uno sforzo
puramente intellettuale. Non c’è nulla di così cattivo al mondo. E
tuttavia non posso abbandonare la religione e quindi l’induismo. La
vita mi diverrebbe un peso senza l’induismo. Amo il cristianesimo,
l’Islam e molte altre fedi attraverso l’induismo. . . . Ma d’altronde
non riesco a tollerarlo con l’intoccabilità”.
Induismo: Ricerca di liberazione
Notevole è quello dell’ahimsa (in sanscrito, ahinsa), o non violenza,
per la quale era famoso Mohandas Gandhi (1869-1948), chiamato il
Mahatma. (Vedi pagina 113). In base a questa filosofia, ci si aspetta
che gli indù non uccidano o si astengano dal nuocere ad altre
creature, una delle ragioni questa per cui venerano certi animali come
vacche, serpenti e scimmie. Gli esponenti più rigidi di questa
dottrina dell’ahimsa e del rispetto della vita sono i seguaci del
giainismo (fondato nel VI secolo a.E.V.), che vanno in giro scalzi e
portano persino una mascherina per non ingoiare accidentalmente nessun
insetto.
Gandhi: Perché molti speravano in lui: Gandhi è stato chiamato
il padre della non violenza
Non violenza in un mondo violento
Devo . . . sperare fino all’ultimo che l’India adotti il credo della
non violenza, che salvi la dignità dell’uomo”, scriveva Gandhi nel
1938. Quarantasei anni dopo l’India vacilla sotto il peso di molte
forme di violenza sociale.